di MATTEO CORSINI
Cinquant’anni fa, nel film “Il dittatore dello stato libero di Bananas”, Woody Allen fa dire al neo dittatore appena autonominatosi dopo la rivoluzione:
“lo sono il vostro nuovo presidente. D'ora in avanti la lingua ufficiale del Bananas sarà lo svedese. Silenzio! A partire da ora tutti i cittadini saranno tenuti a cambiarsi la biancheria ogni trenta minuti. La biancheria sarà portata sugli abiti per poter controllare. Oltre a ciò, tutti i ragazzi sotto il sedicesimo anno di età a partire da ora dovranno dimostrare di avere sedici anni.”
Cose chiaramente assurde, che però mi tornano alla mente ogni volta che il Comitato Tecnico Scientifico (CTS) prende la parola per raccomandare al ministro Roberto (lasciate ogni) Speranza e al governo le misure da prendere per contrastare il Covid-19.
Da ultimo, il CTS continua a raccomandare, per esempio, che nelle piscine debba essere “preclusa la fruizione delle docce”. Non mi risulta sia mai stato
La cosa grave è che certi ufficiali scienziati giustificano le farneticazioni. Proprio uno dei più famosi di loro, in una trasmissione alla quale ha partecipato anche Leonardo Facco, se ne è uscito dicendo che se si evitano i contatti si evita il contagio. Che bravo! Evitiamoli per tutta la vita, così non ci si contagia di nulla! Oppure vacciniamoci contro tutto, raffreddore compreso! Secondo lui, il divieto di doccia “può sembrare bizzarro e forse lo è ma la situazione di un paesino non è come quella di una metropoli”. Quindi ammette involontariamente che una decisione presa per un’intera nazione senza considerare le singole realtà sia una sciocchezza anche sotto il profilo tecnico. Non parliamo di quello giuridico perché secondo gli scientisti i virus se ne infischiano della costituzione. Quindi si sentono in diritto di infischiarsene anche loro e i loro compari politici. Evidentemente tra loro e i virus non c’è differenza. A tutte le domande ha risposto in maniera andreottianamente imbarazzante e imbarazzata, mai una risposta in claris ma sempre in modo perifrasticamente ambiguo. Perfino sulla questione relativa a come si sarebbe curato lui in caso di contrazione del morbo: “Seguendo i protocolli… come da indicazione medica… assumendo le adeguate terapie da contrasto… (e certo, uno per la propria persona segue volontariamente le terapie che non contrastano!). Solo al terzo tentativo dell’intervistatore ha ammesso a mezza bocca che potrebbe assumere il paracetamolo ma la sua espressione sembrava tutt’altro che convinta. Un’unica risposta quasi del tutto chiara: quella sulla distanza durante i rapporti di coppia. “Era una battuta”. Però. Anch’io in teatro (quando gli spettacoli sono occasionalmente consentiti) dico che detti rapporti saranno possibili purché a un metro di distanza. Peccato che le battute si producano per attaccare il potere non certo per giustificarlo. Saranno anche grandi scienziati ma di drammaturgia capiscono ben poco.