di PIETRO AGRIESTI
Io sono un accanito critico della lotta alla disinformazione. Può sembrare quindi che sostenga che il fact checking o la moderazione sui social non dovrebbero esistere. Ma in realtà non è così. Io non dico che uno non possa aprire un sito e chiamarlo bufale.net, facta, truenumbers, pagella politica, open, etc.. e fare articoli di fact checking. Uno può fare quello che vuole. Si chiama libero mercato, libera impresa, libero scambio, libertà di espressione.


Articolo interessante, ma un po’ contorto e brainfucker. Articolo da eridanio.