di MARIETTO CERNEAZ
Quando si parla di libertarismo e libero mercato, due nomi emergono con forza: Milton Friedman e Murray Newton Rothbard. Apparentemente alleati, in realtà erano divisi da profonde divergenze di principio. Se Friedman è passato alla storia come l'economista che rese popolare il libero mercato presso il grande pubblico, Rothbard lo ha sempre considerato un alleato infido, troppo incline ai compromessi con il potere statale.
Il cuore della disputa era il rapporto con lo Stato. Friedman, padre della Scuola di Chicago, teorizzava la necessità di uno Stato minimo, custode di sicurezza, giustizia e alcune regole basilari per il corretto funzionamento dei mercati. Rothbard, invece, da convinto anarcocapitalista, respingeva qualsiasi ruolo statale: lo Stato, per lui, era un'entità parassitaria da abolire senza mezze misure.
Le critiche di Rothbard non furono mai diplomatiche. In un celebre saggio del 1971, "Milton Friedman Unraveled", lo definì «lo statista prefer
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