di MARIETTO CERNEAZ
Nel suo articolo su City AM, l’analista Jamila Robertson lancia un monito chiaro: il principale ostacolo alla crescita economica non sono le tasse né i costi del lavoro (il che è contestabile), ma l’eccesso di regolamentazione e di Stato assistenziale che soffoca l’iniziativa privata e la produttività. Questo fenomeno, secondo l’autrice, è particolarmente evidente in paesi come il Regno Unito, ma è ben noto anche altrove — e il simbolo di questa battaglia contro l’ingerenza statale diventa, con una punta di provocazione, l’immagine della "motosega alla Milei", un riferimento al presidente argentino e alla sua retorica radicale di tagli al settore pubblico e semplificazione normativa.
Robertson apre il ragionamento con un’osservazione semplice ma lapalissiana: le imprese continuano a indicare la regolamentazione come il principale freno alla crescita. Secondo dati e testimonianze raccolte, manager e imprenditori lamentano che l’onere delle no