di LEONARDO FACCO
Ne avevamo dato conto non appena lo annunciarono: “Nasce il portale contro la burocrazia: gli argentini suggeriscono quali norme abolire”! Oggi, ad un anno e mezzo di distanza, vale la pena ricordare a cosa è servito.
Rappresenta l’applicazione di un’idea semplice, ma rivoluzionaria, quella di “Reportá la Burocracia“, il portale creato dal Ministero della Deregolamentazione e della Trasformazione dello Stato guidato da Federico Sturzenegger: chi meglio di cittadini, imprenditori, professionisti e lavoratori conosce gli ostacoli burocratici che rallentano l’economia? Detto fatto e le segnalazioni dei cittadini sono diventati uno strumento potente, e permanente, di riforma dello Stato. Attraverso una semplice piattaforma online chiunque può indicare norme, regolamenti e procedure che generano costi inutili, limitano la concorrenza o rendono più difficile produrre, investire e lavorare.
L’obiettivo dichiarato è quello di eliminare gli ostacoli normativi che impediscono il libero mercato e l’iniziativa privata, sostituendo una logica burocratica con un processo di miglioramento continuo alimentato direttamente dagli utenti.
Le riforme partono dalle segnalazioni: Federico Sturzenegger lo ha spiegato più volte che molte delle deregolamentazioni adottate negli ultimi mesi sono nate proprio dalle osservazioni ricevute tramite la piattaforma. Un esempio recente riguarda l’eliminazione dell’obbligo, per i macelli e gli impianti di lavorazione delle carni, di nominare un direttore tecnico. Secondo il governo, si trattava di una figura che duplicava controlli già svolti dagli ispettori del SENASA e rappresentava un costo inutile per le aziende. La modifica normativa è stata adottata dopo numerose segnalazioni provenienti dagli operatori del settore.
Per Sturzenegger, ogni costo burocratico eliminato si traduce in prezzi più bassi, maggiore competitività e salari con un potere d’acquisto più elevato. Il sito invita i cittadini a segnalare qualsiasi norma che renda difficile aprire o gestire un’impresa, impedisca l’ingresso di nuovi concorrenti in un mercato, limiti l’offerta di beni e servizi, alteri artificialmente i prezzi e ostacoli la libera iniziativa economica o il normale incontro tra domanda e offerta. Non si tratta semplicemente di raccogliere reclami, ma di creare una banca dati delle inefficienze dello Stato da utilizzare come base per future riforme. Dietro il progetto, insomma, c’è una precisa filosofia economica.
Il portale del ministero pubblica anche un monitoraggio costante delle riforme realizzate. Fino a maggio 2026 risultano:
- 636 norme di deregolamentazione approvate;
- 2.589 disposizioni normative modificate o eliminate;
- 15.507 articoli di legge revisionati o soppressi.
Sono numeri che danno la misura dell’ampiezza dell’opera di semplificazione avviata dall’esecutivo argentino.
Se, come recitava un famoso cantautore, “Libertà è partecipazione”, “Reportá la Burocracia” rappresenta probabilmente una delle iniziative più originali dell’amministrazione Milei. Invece di affidare esclusivamente ai ministeri la revisione delle norme, il governo chiede direttamente ai cittadini di indicare quali regole rendono la loro vita insopportabile. È un approccio che ribalta la tradizionale relazione tra Stato e società: non è più soltanto il legislatore a produrre norme, ma sono gli stessi destinatari delle regole a suggerire quali eliminare. E, ad oggi, ne hanno abolite in quantità industriale.

