di GILBERTO ONETO
La vicenda delle intercettazioni telefoniche di Napolitano e la connessa storiaccia di contatti fra i vertici dello Stato e la Mafia (il maiuscolo è per doveroso equilibrio) tocca alti livelli di disgusto e insopportabilità. È stomachevole per la materia del contendere: un pasticciato pot pourri di ruoli di guardie e di ladri, di buoni e cattivi, di formali garanti dell’ordine e della giustizia che limonano con la quintessenza della malavita. È stomachevole perché coinvolge personaggi che vengono tenuti dentro ai lucidati reliquiari della rispettabilità assoluta, che sono ostentati come le più alte icone del diritto, della legalità, come gli osannati e intoccabili totem della sacralità repubblicana. È stomachevole perché è una viscida fiera di ipocrisie, falsità e infingardaggini. È stomachevole, infine, perché sembra fatta apposta per distrarre l’attenzione da problemi più importanti e impellenti: una crisi politico-istituzionale senza pr
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