Abbasso l’Italia! Lotta dura per l’indipendenza. Venite a prenderci tutti!

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di ROMANO BRACALINI  A Livorno, città libertaria che amo (i miei genitori sono originari di lì), in fondo a viale Carducci che sfocia in piazza della Repubblica, c’è sulla destra il monumento a Guglielmo Oberdan (Oberdank nella grafia originaria  slava), raffigurato nel marmo bianco col cappio al collo, nell’allegoria della ferocia vendicativa austriaca. Adolescente, non mi soffermavo davanti al monumento senza un moto di commozione.Vengo da una famiglia garibaldina e risorgimentale ed ero convinto che gli irredentisti, da Oberdan a Battisti, sotto il “giogo asburgico”, immaginassero una patria libera e generosa che rinnegasse i principi illiberali di Cecco Beppe rappresentato dalla propaganda come “l’imperatore degli impiccati”. Si ricorderà come Oberdan, suddito austriaco, avesse attentato alla vita dell’imperatore e la sentenza per il diritto penale in vigore all’epoca non poteva essere che la pena di morte per impiccagione. Oggi è la storia, per strana ironia, che si è incaricata di ribaltare la metafora e i significati delle colpe. Con l’aggravante che gli indipendentisti veneti non hanno…

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