APPELLO LEGHISTA: NON SI TOCCHI LA LINGUA ITALIANA IN ALTO ADIGE

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de IL POLENTONE Continua, senza tanti clamori, l’italianizzazione dell’Alto Adige, ovvero quel processo successivo alla Grande Guerra, e culminato con il fascismo, che vide l’adozione della lingua italiana come lingua ufficiale in Sud Tirolo, nazione composta da persone a maggioranza di lingua tedesca e altre di lingua ladina. Ma perché continua? Il prossimo 8 marzo, la cosiddetta Commissione dei Sei si riunirà a Roma per approvare una norma di attuazione di rango costituzionale che consentirà l’addio a gran parte delle dizioni italiane dei nomi. Per quel giorno, però, ben 102 senatori “hanno sottoscritto un appello a salvare i toponomi italiani rivolto a tutte le massime Istituzioni della Repubblica, per chiedere che nessuno colpisca la lingua, la cultura e la storia d’Italia in Alto Adige”. I 102 senatori, insomma, condividono l’allarme degli accademici italiani e stranieri: “Ogni soppressione totale o parziale di toponimo in lingua italiana, ogni ipotesi di cancellare in parte o pesantemente nomi protetti dalla Costituzione rappresenterebbe, inoltre, anche la negazione del diritto alla libertà di parola…

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