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Bre.be.mi. ci scrive: nessun disastro economico, andiamo benissimo

Da leggere

brebemi2RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Spett.le Miglioverde, Egregio Direttore,

con riferimento all’articolo “Stato e privato, il matrimonio che ha partorito il fallimento Bre.Be.Mi.” (VEDI QUI) sono a richiederLe cortesemente di voler provvedere alla pubblicazione della seguente dichiarazione ai sensi della L. 416/1981.

L’affermazione “Il disastro economico della Brebemi, l’opera pubblica finanziata dai privati che nessuno usa, rivela la grandissima ipocrisia della formula mista, lo Stato che dà i permessi e la concessione di sfruttamento, e i privati che investono”, non tiene evidentemente conto del fatto che l’autostrada Brebemi A35 è stata annoverata con delibera CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001 tra le infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale, e successivamente realizzata con il sistema della finanza di progetto previo esperimento di apposita procedura a evidenza pubblica per l’affidamento della concessione.

Lungi dal poter essere considerata un “disastro economico”, è stata costruita in tempi record ed entrata in esercizio il 23 luglio 2014. A testimonianza del successo dell’iniziativa, il 20 febbraio 2014 il progetto Brebemi ha ricevuto a Londra, per la seconda volta, il premio miglior project financing europeo.

Appare inoltre improprio e inopportuno il paragone con le tariffe di altre autostrade, la cui realizzazione non è avvenuta, a differenza di Brebemi, mediante il solo impiego di capitale privato.

Con riguardo poi all’asserzione secondo cui “i cittadini non la percorrono, e non la percorrono perché a parità di tracciato costa il doppio dell’A4”, intendiamo rassicurarVi circa l’effettivo utilizzo dell’Autostrada A35. Gli attuali dati di traffico sono infatti più che soddisfacenti, considerato che, come noto agli esperti del settore, occorrono diversi anni perché una nuova autostrada possa andare a regime. Le diverse decine di migliaia di autoveicoli che giornalmente transitano sull’autostrada sono in continuo aumento a dimostrazione dell’apprezzamento, da parte dell’utenza, dell’opera realizzata. I volumi di traffico attualmente rilevati risentono tra l’altro dell’assenza di collegamenti infrastrutturali di competenza di altre concessionarie autostradali che, previsti all’epoca della progettazione dell’autostrada, non sono ancora stati completati. 

Non riteniamo invece di dover entrare nel merito delle considerazioni di natura pseudo filosofico-politica svolte dal giornalista, fermo restando che alla categoria dell’ “assurdo logico”, cui egli fa riferimento, appartengono senza dubbio alcuno le considerazioni riportate nell’articolo, per nulla attinenti alla realtà delle opere pubbliche in regime di concessione. 

Avv. Antonio Comes

Responsabile Affari Legali

LA REPLICA

brebemi1Spettabile Bre.Be.Mi., chi le scrive abita a Treviglio (Bg) e fa uso, spesso, della Vostra autostrada. Mi permetta di ribattere, con puntualità, alle vostre affermazioni.

1- Le dichiarazioni dell’articolista, ben poco debbono tenere conto del fatto che, come affermate Voi, “l’autostrada Brebemi A35 è stata annoverata con delibera CIPE n. 121 del 21 dicembre 2001 tra le infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale”. E che vuol dire? Che se un progetto è di “interesse nazionale” non può essere criticato? Potrei farle un elenco lunghissimo delle opere pubbliche e/o para-pubbliche di interesse nazionale che finiscono per essere annoverate tra le cattedrali nel deserto e/o fra le infinite opere a spese del contribuente, sine die.

2- L’autostrada “è stata costruita in tempi record” affermate. Ci sono voluti 5 anni per realizzarla (62,1 Km), che i tempi siano da considerare record non lo so, ma lo accetto. Eppure, negli Anni Venti, i primi 50 km della Milano-Laghi (prima autostrada del mondo, si dice) sono stati inaugurati dopo un anno e mezzo. Detto ciò, è dal 1995 che si parla, progetta, pianifica e discute della Bre.Be.Mi., ovvero da quando veramente ce ne sarebbe stato assoluto bisogno.

3- Sostenete che “appare improprio discutere di tariffe”. Eh no, mi scusi, la sua affermazione è del tutto fallace. Come si fa a non discutere di tariffe, ovvero di prezzi, quando essi sono il primo importante segnale di mercato per decidere se acquistare o meno una merce o un servizio? Se optare, dunque, per percorrere o meno una autostrada? Per corroborare il fatto che non si dovrebbe discutere di tariffe, sostenete che il motivo per cui non bisognerebbe farlo è dato dal fatto che è stata “interamente costruita con capitale privato”. Che c’entra? Se il vostro ragionamento fosse corretto (sulla questione delle teorie economiche, Vi risponderò più avanti), come mai Alitalia (carrozzone pubblico, fino a qualche mese fa) è sempre stata meno conveniente di Ryan Air? Come mai il panettone che il mercato ci fornisce è migliore e meno costoso di quello che faceva l’IRI? Come mai la Sanità privata costa meno di quella pubblica? Il rigore teorico non è un optional.

4- Dite che non è vero che gli automobilisti non la percorrono e per validare la Vostra affermazione riferite che i “dati di traffico sono infatti più che soddisfacenti”, che “diverse decine di migliaia di autoveicoli giornalmente transitano sull’autostrada”. Nemmeno un numero vero date: decine di migliaia, soddisfacenti… strano no? Neppure una tabella avete allegato alla Vostra mail pubblicata sopra. Come mai? E l’inesistenza di un Autogrill? Non sarà perché nessuno vuol investire soldi dove non ci sarà un guadagno? Non importa, contenti voi, contenti tutti (spero anche i tax payer, in futuro). Ciò che invece, mi preme riprendere è un’altra vostra affermazione, questa: “I volumi di traffico attualmente rilevati risentono tra l’altro dell’assenza di collegamenti infrastrutturali di competenza di altre concessionarie autostradali che, previsti all’epoca della progettazione dell’autostrada, non sono ancora stati completati”. E le pare una scusante questa? “L’è peso el tacon del buso“, direbbero i miei amici veneti. Io che la percorro dal primo giorno (e continuerò a farlo, perché per mia scelta individuale – in economia si definisce “preferenza” – la trovo utile, nonostante debba percorrere 7 km di strada ad una corsia per rientrare in A4 e per raggiungere Venezia) posso confermare che ho provato a circolare fra Treviglio e Brescia (casello tra Chiari ovest ed est) senza incrociare sulla mia carreggiata più di 2, dico due, vetture. E non una volta sola. E ho percorso Treviglio-Liscate senza mai nemmeno aver incrociato una vettura (era dai tempi del ministro Ferri che non superavo i 200 all’ora in autostrada, mi avete regalato un piccolo sogno).  Ad ogni buon conto, qui vi allego una serie di articoli che titolano sul “fallimento della Bre.Be.Mi.”, scritti da altri, non da questa testata. (VEDI QUI) e (VEDI QUI) e (VEDI QUI)

5- Infine, concludete così: “Non riteniamo invece di dover entrare nel merito delle considerazioni di natura pseudo filosofico-politica svolte dal giornalista”. Ecco, qui, finalmente, perdo un po’ del mio aplomb. Chi siete voi per ritenere che le affermazioni di Mauro Gargaglione siano frutto di teorie pseudo-filosofiche e politiche? Più che costruttori, mi sembrate, anche Voi, dei costruttivisti, un po’ troppo orgogliosi peraltro. E il mio amico, il professor Dario Antiseri, mi ha insegnato che “il costruttivista è invasato di presunzione fatale. Presume di avere il potere di «costruire» istituzioni a suo piacimento, e di mutarle secondo le proprie intenzioni e piegarle ai propri desideri. Il costruttivista crede di poter plasmare a volontà tutte le istituzioni e, dunque, l’intera società. La verità, però, è che il costruttivista è un illuso nella teoria e, in linea generale, un intollerante e violento nella pratica. Egli crede di sapere, di sapere più degli altri, meglio degli altri: la sua ragione è onnipotente; egli è l’illuminato della dea Ragione. E, credendo di sapere, egli non cambia le sue teorie: si comporta come il medico che per salvare la diagnosi stermina i pazienti. Ma noi siamo fallibili; oltre che fallibili siamo ignoranti; e le nostre azioni e i nostri progetti – anche i meglio elaborati- non sempre riescono- il più delle volte sono accompagnati anche da altri esiti e non di rado il risultato contrasta decisamente con gli scopi voluti”.

A parte che non sapevo che esistessero teorie economiche specifiche per le opere in concessione, succede che anche le migliori intenzioni – e la Bre.Be.Mi. va annoverata tra quelle, non ne dubito – diano esiti controversi. Abbiate l’umiltà, però, di accettare le critiche. Io, tanto, continuerò a percorrere Treviglio-Brescia col camper, pagando 7,30 euro per 28 kilometri. Grazie di esistere!

Leonardo Facco 

IN DATA 13 APRILE 2015 BRE.BE.MI. CI INVIA UNA REPLICA ALLA REPLICA DI LEONARDO FACCO. La potete leggere qui: REPLICA ALLA REPLICA DI LEONARDO FACCO.

“Non ho tempo da dedicare alla replica, di una replica di una replica”. (Leonardo Facco)

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5 COMMENTS

  1. per me non è neppure utile, con una spesa infinitamente inferiore si faceva la 4 corsia tra brescia e bergamo, che avrebbe risolto ogni problema così come li ha risolti nel tratto bergamo – barriera. Inoltre tra le tante storie raccontate nessuno ricorda che la brebemi porta (forse) solo a milano attraversando un territorio poco popolato, a parte Treviglio che ha 50 mila abitanti c’è poco o nulla, mentre la A4 non solo conduce a Milano, ma conduce in quel punto preciso di Milano che consente di proseguire per torino, il piemonte e la francia, che consente di deviare verso Como, Varese, i laghi e di conseguenza la Svizzera. Inoltre sul tracciato della A4 ci sono tanti e tali nuclei urbani che la brebemi se li sogna, basti citare solo Monza che è il terzo nucleo urbano della Lombardia ed è 2 volte e mezza treviglio o bergamo, ma anche Dalmine e Trezzo. Il problema vero è che manca il mercato locale e il percorso è solo un collegamento brescia – milano.

    con i soldi risparmiati si poteva anche sistemare la viabilità locale sulla linea brescia – treviglio – milano offrendo ai residenti di queste zone la possibilità di muoversi più velocemente senza che fosse necessario farli viaggiare fino a 200 orari (scusa leo per il tuo piccolo sogno).

    poi dovremmo iniziare a conteggiare nel novero dei costi benefici, anche i danni ambientali, la bassa bergamasca è stat letterlamente stravolta, sia le aree agricole, sia il paesaggio, sia la rete dei consorzi di bonifica. avete visto la quantità di opere complementari che sono state realizzate, svincoli, bretelle, sotto passi, ecc? è ancora la priorità far viaggiare una persona a 130 invece che a 90 e stravolgere il territorio? fossimo in mezzo al deserto del texas non mi porrei questi problemi, ma visto che in lombardia non c’è più spazio per muoversi. queste questioni è necessario porsele.

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