di MATTEO CORSINI
Uno dei problemi per il liberalismo, in Italia, è che buona parte di coloro che fanno politica definendosi liberali sono in realtà statalisti fino al midollo. Da metà anni Novanta Forza Italia (in tutte le sue denominazioni assunte pro tempore) si presenta agli elettori come partito liberale, salvo poi dimostrare di non esserlo.
Per esempio, Renato Brunetta e Giorgio Mulè hanno fornito questa dimostrazione di liberalismo in tempi di crisi da pandemia:
“Bene, se dunque questo tempo sospeso deve servire a preparare un tempo migliore è doveroso essere ambiziosi e coraggiosi per creare le condizioni, ora e adesso, di un «new deal» basato su un nuovo patto sociale e fiscale. Il tempo dell’emergenza obbliga a una terapia keynesiana: si inizi a sbloccare i fondi per opere pubbliche già finanziate. L’ammontare è di oltre 100 miliardi. Se a questi 100 miliardi se ne aggiungessero altrettanti per rifinanziare la legge sulle città metropolitane e sulle