MENTRE IN CATALOGNA VINCE L’INDIPENDENZA, A MILANO SI TERRONIZZA LA LEGA

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di ROBERTO GREMMO Il destino ironico e beffardo ha fatto coincidere la grande, storica vittoria degli indipendentisti catalani con la definitiva italianizzazione e “terronizzazione” del partito di Salvini, Maroni e compagnia cantante. La rimozione dal loro simbolo del termine “Nord” indica anche formalmente la volontà del “capitano” di lepenizzare il suo partito, mandando in soffitta tutte le chiacchiere sulla Padanità, le identità dei Popoli e l’europeismo delle etnie. Tutto a mare, il mar nostrum di romanità imperante. E questa decisione passa sulla testa degli iscritti, alla faccia della democrazia e della partecipazione. Non serviva almeno un congresso? Cosa differenzia ormai il partito di Salvini da “Roma polo” (Meloni) e “Roma ulivo” (Minniti)? Praticamente niente, se non l’attivismo demagogico del cambio magliette e delle ruspe, tirate fuori per le parate elettorali e lasciate poi a far ruggine nelle rimesse. Non ci si venga a dire che quello di Salvini è un cambio di rotta. L’allievo segue le orme del maestro, quel Bossi che portava mezzo milione…

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