ECCO PURE IL “CERVELLO IN FUGA” CHE VUOLE ABOLIRE IL CONTANTE

contantedi MATTEO CORSINI

Stefano Simontacchi è docente di tassazione in una università olandese. Scrive:  “Personalmente sono favorevole all’abolizione del contante. Ma se non si vuole arrivare a questo si può comunque lavorare in quella direzione introducendo una serie di limiti… L’iniziativa minima per contrastare l’evasione, oltre ad abolire le banconote di grosso taglio, è ridurre la soglia per le transazioni in contanti, da 1.000 a 550 euro, provvedendo nel contempo all’aumento delle deduzioni volto a far emergere pagamenti che potrebbero restare sotto traccia… Dopo un anno si valuta la situazione e se il programma ha funzionato… ci si può fermare lì. Altrimenti si passa all’abolizione del contante”.

Come molti “tecnici” che si occupano di questioni fiscali, evidentemente ha sentito il dovere di dare un contributo all’affermazione del principio della “legalità fiscale”.

Un contributo non particolarmente originale, se vogliamo: il contrasto all’uso del contante, fino alla sua abolizione, se necessario. Di recente mi sono occupato a più riprese di questo tema e non mi stancherò mai di ripetere che l’eliminazione coercitiva del contante sarebbe un evento sciagurato, perché rimuoverebbe una delle poche difese che il cosiddetto contribuente ha nei confronti dell’aggressione fiscale. Il mondo si sta velocemente indirizzando (ed è prossimo al capolinea) verso la realizzazione di uno scenario orwelliano nel quale ognuno è soggetto al controllo pressoché totale da parte di uno o più Stati di ciò che fa e di ciò che ha. Ciò che continua a stupirmi è la diffusa noncuranza nei confronti di questo trend.

Per ogni nuovo controllo la reazione tipica è: “se non fai nulla di male non hai nulla da temere”. Il problema è che ciò che è male viene spesso arbitrariamente deciso da chi governa. Ne consegue che se non ci sono difese contro l’aggressione alla proprietà, tale aggressione può essere evitata solo nei limiti della “benevolenza” dell’aggressore. Un conto è lasciare aperta la porta di casa perché ci si fida; altra cosa è non poter chiudere a chiave la porta di casa perché ciò è proibito. Chi sostiene l’abolizione del contante e la completa tracciabilità di tutti i movimenti di denaro (e non solo) sembra ignorare questa differenza sostanziale. Peccato che rimettere la serratura una volta rimossa non sarà affatto semplice.

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