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Ci mancava la “Carta d’identità inclusiva”

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di MATTEO CORSINI

Da libertario sono convinto che fino a quando non viene aggredita la proprietà altrui, ognuno debba poter fare ciò che vuole e intrattenere i rapporti volontari che desidera.
Curiosamente, chi si batte in nome della diversità e dell’inclusione non è poi altrettanto tollerante con chi la pensa diversamente, il che, unito alle imposizioni del politically correct estremo, mi genera una certa allergia.
Allergia che cresce all’aumentare della lunghezza degli acronimi, a sua volta direttamente proporzionale alla intolleranza di chi in quegli acronimi si riconosce. Acronimi che, a forza di includere lettere, potrebbero finire per escludere le sole persone eterosessuali. Le quali suppongo che in larga maggioranza non abbiano in realtà alcuna avversione verso le preferenze delle persone contenute in detti acronimi, ma vorrebbero non essere tacciate di nefandezze per il solo fatto di non riconoscere alcun merito speciale nel far parte degli acronimi stessi.
Quando, poi, ci si mette lo Stato a inserirsi in questioni del tutto private, le cose non possono che peggiorare. Leggo dall’ANSA che in Brasile, dove di certo non mancano problemi che mi permetto di ritenere un po’ più consistenti, il governo cambierà la carta d’itentità nazionale per renderla “piu’ inclusiva e rappresentativa”.
In pratica, chi chiederà il rilascio della carta potrà modificare il proprio nome, indicando quello che più gli aggrada. Non sarà inoltre specificato il sesso, allo scopo di promuovere maggiore cittadinanza e rispetto per lesbiche, gay, bisessuali, travestiti, transgender, queer, intersessuali, asessuali e altro (Lgbtqia+).
Interessante che lo Stato, che più o meno ovunque vuole sapere tutto dei suoi cittadini (sudditi), si preoccupi in prima battuta di eliminare dal documento di identità questa informazione. Ma come uno può cambiare nome e decidere il proprio genere, perché non dovrebbe poter dire che è alto 180 centimetri anche se le misurazioni convenzionali direbbero 170? Non sarebbe più sensato eliminare direttamente il documento di identità?

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1 COMMENT

  1. L’unico errore del presente articolo è a mio avviso l’avverbio “curiosamente”. I falsi sostenitori di alcune diversità sono sempre stati storicmente intolleranti. Intolleranza e incoerenza sono e saranno, come in passato, la loro unica pratica apparentemente coerente. Pratica attuata, del resto, per evitare di scomparire. Darwinismo politico, in fondo; anche se negato.

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