di GIUSEPPE ISIDORO VIO
Se, come dicono la sinistra e i centristi, le ragioni di un’improbabile entità politica padana sarebbero meramente economiche e non culturali o linguistiche, che dire allora dell’Italia intera, quando la sua riunificazione fu progettata a tavolino dai Savoia? Fu tutto puro patriottismo o non fu un’operazione realizzata in pochi anni a tutto vantaggio dell’interesse economico del Piemonte e delle mire espansioniste della casa Savoia? La lingua comune a tutti gli italiani era forse quella usata da una ristretta élite di letterati? Qualche decennio dopo, con la colonizzazione europea dell’Africa, in un continente in cui esistevano più di cento idiomi diversi, si assisterà alla creazione di colonie i cui confini sono tracciati col righello sulla cartina geografica, dividendo talora gruppi etnici in colonie diverse o forzando etnie rivali a convivere dentro gli stessi confini. Questa pesante eredità all’indomani della decolonizzazione è stata la
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