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Contro questa europa, il grimaldello è l’indipendentismo

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europa regionidi FABRIZIO DAL COL

Alla fine lo ha detto. Dopo aver tenuto a lungo un rigoroso silenzio, intervistato dalla CNN, Mario Monti ha detto la sua: “Stiamo effettivamente distruggendo la domanda interna attraverso il consolidamento fiscale. Quindi, ci deve essere una operazione di domanda attraverso l’Europa, un’espansione della domanda”. Quindi, il motivo per cui fu scelto Mario Monti è chiaro: tutto il gotha della politica italiana si è inchinato ai poteri sovra-nazionali, e accettando di delegare le scelte politiche a l’unico uomo che avrebbe potuto garantire le richieste dell’Europa, ha vigliaccamente rinunciato ad assumersi le sue responsabilità. In sostanza, ha approfittato della situazione per scaricare ad altri tutte le drammatiche decisioni che avrebbe dovuto prendere.

Dopo aver costruito una catastrofe, che si trascinava ormai da più di mezzo secolo, la politica italiana ha approfittato della crisi per mettere in atto il piano del suo salvataggio. Nessuna idea, solo lasciare che il lavoro ‘sporco’ lo facesse qualcun’altro per poter poi creare la più grande restaurazione politica della storia repubblicana. Infatti, coloro che in larga parte hanno contribuito allo sfascio del Paese sono ancora li, si sono auto-retrocessi nelle retrovie in attesa che le cose si sistemassero, per ricomparire poi in vista delle prossime elezioni politiche. Ma torniamo a Monti  per vedere come si sono attuate le richieste dell’Europa e come sia stato possibile distruggere la domanda interna: bastava alzare le tasse e svalutare i salari, infatti  per logica conseguenza, meno soldi, meno si compra. E’ bastato solo questo? Certo che no: lo Stato avrebbe potuto sempre alzare la spesa a deficit, in pratica fare ciò che fece la Germania, cioè investire sui tedeschi, mediante politiche sociali o creando lavoro. Ecco allora cosa si sono inventati: il pareggio di bilancio messo addirittura nella Costituzione, così da evitare che qualcuno potesse tornare sui suoi passi, e determinare così un saldo pubblico pari a zero attraverso la nuova regola del fiscal-compact. In pratica, ecco come si impoveriscono gli italiani. Nella sostanza, hanno fatto in modo che le entrate e le uscite si annullassero a vicenda, e se l’intento era quello di mirare alle esportazioni, logico era che a pagare fossero gli italiani. E’ quello che ha fatto Monti.

Ma cosa intendeva  Monti con “una domanda attraverso l’Europa”? Intendeva che fosse necessario creare le condizioni di un lavoro a basso costo, vendere al Nord Europa (Germania in testa), per  non finire prigionieri della Cina. Quindi, considerato che le materie prime hanno sempre lo stesso valore, per abbassare i costi produttivi giocoforza si agisce sui salari e i diritti dei lavoratori. Per convincere la forza lavoro ecco che allora si rendeva necessario mettere in crisi il sistema: via alla riforma Fornero, art. 18,  alla svendita di tutto il patrimonio di economia nazionale per agevolare gli acquirenti alla delocalizzazione, via le case con Equitalia, obbligare le fabbriche a chiudere. Più cala l’offerta di lavoro, più cresce la domanda, e quindi per avere un lavoro si accetta di tutto.

L’Europa (non ancora politica) sta rischiando di tutto: vuole combattere i “populismi”, cioè tutti quelli che insistono che le élite non debbano governare tutto a prescindere, ma che la sovranità appartenga al popolo. Una convinzione basata sull’idea che esista solo la loro casta, quella che stanno costruendo impoverendo  volutamente  gli stati:  auto referenziati, ricchi, possibilmente nobili, massoni, devoti alla causa, intelligenti ma disponibili, unici a decidere, e una sterminata quantità di esseri umani poco istruiti per farli diventare schiavi moderni.

L’Europa della finanza se ne faccia una ragione: l’indipendentismo che sta montando in ogni singolo Stato sarà il vero grimaldello dei popoli, e gli farà prendere due piccioni con una sola fava. Saranno liberi dai rispettivi stati di appartenenza, e distruggeranno per sempre il disegno criminale della finanza europea.

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3 COMMENTS

  1. A parte l’ultimo paragrafo, che mi trova assolutamente d’accordo, non capisco perché il pur apprezzabile Dal Col, cada anch’egli nel pensiero unico imperante. E cioè che per trovare più soldi o si alzano le tasse o si fa più deficit. Ci sarebbe anche la terza via raccomandata dai liberisti: affamare la bestia. A mio avviso il rigore di bilancio imposto agli stati aderenti all’euro è di per sè un’ottima cosa. Il problema è che non ci sono vincoli sul “come”, lasciando quindi mano libera ai parassiti di aumentare tasse, imposte, tributi, e tagliare servizi. Questo è il vero dramma dell’euro.

    • Non è il mio pensiero, è quello di Monti : Ma torniamo a Monti per vedere come si sono attuate le richieste dell’Europa e come sia stato possibile distruggere la domanda interna: “bastava alzare le tasse e svalutare i salari, infatti per logica conseguenza, meno soldi, meno si compra. E’ bastato solo questo? Certo che no: lo Stato avrebbe potuto sempre alzare la spesa a deficit, in pratica fare ciò che fece la Germania, cioè investire sui tedeschi, mediante politiche sociali o creando lavoro.”

  2. Quindi :
    rivolta fiscale
    rivolta armata
    e per chi è pessimista emigrazione.
    Altrimenti l’indipendentismo con le parole , i partiti politici e la democrazia parlamentare non lo si raggiunge.

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