DENUNCIATI CONTE E IL GOVERNO PER DIFENDERE LA LIBERTÀ

di REDAZIONE

Contro il prossimo DPCM del governo Conte, contro la restrizione immorale (e ingiustificata) delle vostre libertà, ecco di seguito la denuncia presentata dall’avvocato Alessandro Fusillo nei confronti del premier e dei suoi ministri. Potete scaricarla e presentarla presso una cancelleria di tribunale e/o presso una stazione dei Carabinieri o della Polizia di Stato.

PROCURA DELLA REPUBBLICA PRESSO IL TRIBUNALE PENALE DI … DENUNCIA-QUERELA
Del/la Signor/a …, nato/a a …, il … e residente in …, codice fiscale …, numero di telefono …, email …, pec …

FATTO
La presente denuncia ha per oggetto il più grave attacco alla libertà, la sicurezza e l’incolumità dei
cittadini italiani verificatosi a far data dalla caduta del fascismo.
Responsabili ne sono anzitutto, in concorso tra loro, i membri del governo della Repubblica Italiana
che possono essere sin d’ora indicati principalmente ma non esclusivamente nelle persone del
Presidente del Consiglio dei ministri GIUSEPPE CONTE, il Ministro della Salute ROBERTO
SPERANZA, il Ministro dell’Interno LUCIANA LAMORGESE, il Ministro dell’Istruzione Lucia
AZZOLINA nonché il Direttore del Dipartimento della Protezione Civile ANGELO BORRELLI e il
Commissario Straordinario DOMENICO ARCURI, tutti domiciliati presso le rispettive sedi di
servizio, salvo gli altri concorrenti nel reato e soci del pactum sceleris che saranno accertati dalla
Procura della Repubblica. Appare ovviamente necessario che la Procura svolga ulteriori indagini al
fine di individuare tutti i responsabili ed esercitare nei loro confronti l’azione penale. La
responsabilità discende poi lungo la catena gerarchica per coinvolgere il Prefetto della Provincia di
… nonché i singoli Ufficiali di Polizia che materialmente ebbero ad attuare i provvedimenti
governativi con la violenza o la minaccia dell’uso della stessa.
Il denunziante si riserva di integrare la presente denuncia al fine di indicare anche i funzionari della
Regione e del Comune che hanno partecipato alla commissione dei medesimi reati. Il numero delle
persone coinvolte, il lavoro sistematico richiesto, l’uso della minaccia della forza mediante i vari
corpi di polizia ed il controllo capillare sull’intera macchina statale la cui finalità è stata sviata alla
fine della commissione di reati gravissimi lascia ritenere che si tratti di una vera e propria
organizzazione criminale, onde l’estensione della denuncia anche all’associazione per delinquere
finalizzata alla commissione dei reati-fine che in seguito indicheremo, salvo la valutazione che vorrà
farne la Procura della Repubblica.

Premessa…

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