INCHIESTA / CI SONO PIÙ EMIGRANTI IN ITALIA CHE IN VIETNAM E IN AFGHANISTAN

di ARTURO DOILO Chi ha letto for “Good and Evil” di Charles Adams, sa bene che l’emigrazione di massa è un fenomeno puntuale quando uno “Stato” è in decadenza. Chi conosce, anche solo marginalmente, la storia dell’emigrazione dalla penisola italiana, sa bene che le prime grandi fughe di massa avvennero con l’unità d’Italia (Meridionali e Veneti, nel XIX secolo, cercarono fortuna nelle Americhe); successivamente, masse di emigranti si registrarono al termine del secondo conflitto mondiale. Crisi e disagio portano a cercare fortuna altrove. Tra il 1861 e il 1985 hanno lasciato l’Italia, senza farvi più ritorno, circa 18.725.000 di italiani. Ad oggi, sono oltre 5 milioni gli “italiani” all’estero e gli ultimi 125 mila sono emigrati nel solo 2017. Causa la crisi economica, tutt’altro che superata, i trasferimenti all’estero hanno raggiunto le 102.000 unità nel 2015 e le 114.000 unità nel 2016 (i rientri si attestano sui 30.000 casi l’anno). Sono in fuga dall’Italia perlopiù per motivi professionali, che in parole povere significa in “cerca di lavoro”. …

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