ESSERE “LIBERISTI” NON SIGNIFICA ESSERE ANCHE “MONETARISTI”

di ANTONIO MARTINO Le considerazioni che ho fatto non costituiscono una sintesi completa delle tesi monetariste né tanto meno del contributo di Friedman alla teoria economica del nostro tempo. L’economista di Chicago è, infatti, soprattutto noto per la “contro-rivoluzione monetaria”: come si ricorderà, il premio Nobel gli è stato conferito appunto per la teoria monetaria, l’ipotesi del reddito permanente nell’analisi del consumo e la sua “dimostrazione della complessità delle politiche di stabilizzazione”. Ma i lavori di Friedman non compresi in queste tre aree di ricerca sarebbero ampiamente sufficienti da soli a giustificare l’attribuzione del Nobel: basti pensare agli scritti di microeconomia. Ma lo spazio è tiranno e non resta altra alternativa che rinviare alla letteratura in questione (1953, 1962, 1976; Leube 1987). Una pur sommaria esposizione del “monetarismo”, tuttavia, dovrebbe consentirci, prima di concludere, di rendere esplicito un quesito implicito in quanto detto e tentare di darvi risposta: cosa c’è di “-istico” nelle teorie monetarie di Friedman? Il suffisso “-ismo”, infatti, sembrerebbe suggerire l’esistenza di…

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