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Evadere il fisco e’ un atto moralmente lodevole di legittima difesa!

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di CLAUDIO BIZZOZERO Il mio post di ieri ha suscitato clamori e fraintendimenti, come sempre accade quando si tratta di tasse. Credo che il clamore sia dovuto innanzitutto al fatto che io faccio il sindaco e un sindaco certe cose normalmente non le dice. Ma io, come noto, non sono un sindaco normale, perchè sono COMPLETAMENTE LIBERO da qualsiasi gabbia ideologica e clientelare di partito e dunque dico liberamente quello che penso, fregandomene delle conseguenze. In materia fiscale quel che penso è più che noto, ma voglio qui ribadirlo in modo che non lasci più spazio ad alcun fraintendimento, ben sapendo che dopo aver letto questo post si scateneranno i soliti falsi moralisti benpensanti (spesso MOOOOOOLTO INTERESSATI a dividersi la ghiotta torta partitocratica). I "partitocrati magna magna" sono ovviamente in malafede quando esprimono i loro giudizi e dunque non val la pena considerarli. Chi invece fraintende in buona fede appartiene in genere alla categoria dei lavorato
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7 COMMENTS

  1. Il primo evasore fiscale è il dipendente pubblico lazzarone.

    1° non fa il proprio lavoro;

    2° lo Stato deve delegare ad altri il lavoro che non fa;

    3° fa un secondo lavoro e così leva lavoro al libero mercato;

    4° fa tariffe irrisorie sul libero mercato, in quanto ha già uno stipendio pubblico, (esempio : pensate da un Professore di Liceo, laureato in Architettura, che fa anche la libera professione, o ad un Geometra del Comune, esempi sotto gli occhi di tutti);

    5° lo Stato paga cifre irrisorie ai pochi che fanno il proprio dovere, per mantenere i molti che non fanno nulla;

    Il Doge di Cantù, WSM sempre.

  2. Facco ha scritto ultimamente libri sull’argomento… ma mi corre il pensiero anche a recenti scritti di teologhi, che contrariamente a quanto le chiesa andava predicando col suo date a Cesare quel che è di Cesare ecc,, ora sostengono che, viste le ingiustizie con le quali lo stato spende i soldi delle tasse, non solo non c’è obbligo morale a pagarle ma è giusto astenersene…
    Individualmente cos’è che ci costringe allora a pagare laddove possiamo astenercene, senza rischi di vessazioni maggiori?
    solo tacita connivenza…
    .

  3. Specificherei che evadere il fisco “italiano” è lodevole, poi passando a consigliare la lettura del libro “Disobbedienza Civile” di Gianfranco Miglio, Henry D. Thoreau.
    Infine ricorderei che la rivoluzione americana nacque per motivi fiscali al grido di “no taxation without rapresentation”, possiamo affermare che i padani siano rappresentati con leggi elettorali come il porcellum o l’italicum con liste bloccate, capilista nominati da partiti, premi mostruosi di maggioranza, referendum come quello sul finanziamento ai partiti ignorati, proposte di legge di iniziativa popolare neppure lette, con una costituzione che vieta il referendum propositivo oppure abrogativo su argomenti fiscali o di politica estera?
    Sicuramente no, allora se non c’è la rappresentanza non c’è neppure la tassazione.

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