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Evasione fiscale: un fenomeno che in Italia è assurto a balla dalle dimensioni spropositate

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di SILVANO POLO

Quando non si sa cosa dire o meglio non si vuole commentare i disastri quotidiani che ci tocca sopportare, i nostri governanti (politici incapaci e superburocrati navigati) si rifugiano in argomenti consunti, triti e ritriti, uno dei quali, assai ricorrente, è l’«evasione fiscale».

A sentire questi morigerati censori, l’evasione fiscale [“tax gap”] nel nostro paese si aggirerebbe intorno ai 100 Miliardi di euro l’anno [102,8 miliardi nel 2018 dalla relazione OCPI del 8.10.21], tuttavia se ci si addentra nella questione si scoprono alcuni dati che ridimensionano la portata di questo valore e ve ne do menzione.

  • 1.     Il valore di 102,8 miliardi è la somma di tutti i tributi (presumibilmente) evasi, cioè IRPEF – IRES – IVA – IRAP – Locazioni – Canone RAI.
  • 2.     L’ IRPEF evasa è interamente attribuita ai Lavoratori autonomi e per il 2019 viene stimata “superare i 32,4 miliardi di euro”.
  • 3.     L’  IVA per il 2019 “sfiorerà i 27 miliardi”.
  • 4.     “Complessivamente, l’IRPEF da lavoro autonomo e l’IVA compongono l’ 81% dell’evasione fiscale…”.
  • Rimango stupito quando rifletto su queste dichiarazioni e calcolo che se (32,4 + 27) fa 59,4, il dichiarato 81 % della totale evasione fiscale darebbe la cifra di 73 miliardi di euro e non 100 e passa.

Perché un errore così grossolano? Eppure, tutti i media governativi si sono subito buttati a diffondere con enfasi e giudizi negativi, criminalizzando tutte le categorie professionali, artigiane e del piccolo commercio di questo povero paese.

Per il momento, non voglio tediarvi con l’approfondire la questione di cosa sia questo “tax gap”, in realtà è impossibile trovare un esempio esplicativo di questo calcolo, ma – per la mia esperienza – quando sento o leggo di “stime”, “indicatori”, “gettito teorico”, “propensione”, addirittura “stima dell’economia non osservata”(sì, avete letto bene “stima dell’economia non osservata”), beh… immagino ci sia qualcuno in grado di fare stime su cose o questioni che nemmeno osserva!

Non ci vuole molto per dire che siamo al limite del … cabaret. Comunque, siccome io sono stato per tutta la mia vita un “lavoratore autonomo” ed ho sempre pagato tutte le tasse dovute, non mi va di essere anche accomunato in una categoria di dichiarati evasori criminali e allora ho deciso di affrontare, a modo mio, questa questione e vi voglio rendere partecipi delle mie ricerche.

La scorsa primavera la stampa nazionale ha dato ampio risalto al solito rapporto annuale del MEF, relativo alle Dichiarazioni dei redditi 2021 per l’anno di imposta 2020 con il solito ritornello su chi pagherebbe le tasse (IRPEF in questo caso) in Italia e confermando, ancora una volta, i bassi redditi dichiarati dai lavoratori autonomi. Mi sono, quindi, preso la briga di andare a vedere questi dati ed è emerso questo :

  • ·       Totale delle dichiarazioni (tutte le tipologie di contribuenti)  n.  41.180.529
  • ·       Totale delle dichiarazioni dei Pensionati  ….               …       n.  14.542.270
  • ·       Totale delle dichiarazioni dei Lavoratori dipendenti     …        n.   22.173.949
  • pertanto, per differenza, non essendo espressamente indicati, ho ricavato che il
  • ·       Totale delle dichiarazioni dei Lavoratori autonomi era di        n.   4.464.310

Anzitutto, ho voluto accertarmi della congruità dell’entità di questi circa 41,2 milioni di contribuenti sul totale della popolazione ed ho ricavato che sono ancora (assai) superiori in numero ai 40,1 milioni di persone che risultano dal calcolo del totale della popolazione ad inizio anno [ISTAT], poco meno di  59 milioni di persone, meno i minori di 18 anni – circa 9,8 milioni – e meno le donne di età compresa tra i 18-65 anni, che [sempre secondo l’ ISTAT] non lavorano e che sono circa 9,1 milioni. A rigor di logica si dovrebbero anche aggiungere gli individui maschi in “assoluta povertà” e di età compresa da 18 a 64 anni, che sono 1,7 milioni [Report ISTAT del 15/06/22] che, quasi sicuramente non fanno la dichiarazione dei redditi e che riduce ancora il parco teorico dei probabili contribuenti a 38,4 milioni [59 – (9,8+9,1+1,7)] rispetto alle dichiarazioni presentate che sono 41,2 milioni; cioè 2,8 milioni in più.

Pertanto, faccio molta fatica ad accettare la tesi di torme di evasori fiscali se guardo questi numeri, non vi pare? Con questa osservazione intendo sottolineare che 41,2 milioni di dichiarazioni possono essere ritenute congrue e fortemente corrispondenti al numero reale di contribuenti esistenti.

Ma ho voluto approfondire, ulteriormente, l’analisi dei dati trovati ed ho raggruppato i contribuenti per fasce di reddito complessivo e con lo stesso criterio di cui sopra ho creato la tabella [vedasi allegato] del numero di contribuenti per classi di reddito, suddivisi fra “pensionati”, “lavoratori dipendenti” e “lavoratori autonomi” e qui è sorta la prima sorpresa.

Il numero di lavoratori autonomi per le classi di reddito (26.001-35.000 euro) e (35.001-50.000 euro) risulta negativo, cioè un errore talmente banale da essere incomprensibile. Ma la più grande assurdità (seconda sorpresa), assolutamente inverosimile, è che – secondo questi dati – il totale di lavoratori autonomi che nel 2021 hanno dichiarato un reddito complessivo compreso fra 20.001 e 75.000 euro sono appena  102.343!!!

Se non avete capito, significa che sono solamente 102.343 i cittadini contribuenti che hanno dichiarato un reddito complessivo compreso far 20.001-75.000 euro appartenenti a tutte queste categorie professionali:

  • “Piccoli  e medi Imprenditori, Commercianti, Artigiani, Avvocati, Notai, Architetti, Ingegneri, Geometri, Commercialisti (Dottori e Ragionieri), Medici ed Infermieri (in libera professione), Dentisti e Odontoiatri, Farmacisti, Veterinari, Psicologi, Giornalisti, Assicuratori, Consulenti aziendali, Co.co.co, Atleti e Sportivi, Gente di spettacolo e Artisti, Agenti di commercio, Venditori, Piazzisti, Procacciatori, Tassisti e Autisti e tutti gli altri che posso aver scordato”.

Sarebbe interessante fare un censimento preciso, ma posso credere che parliamo di almeno 4-5 milioni di persone/contribuenti, di cui solamente 102.343 – a detta dell’Agenzia delle Entrate – dichiarano un reddito complessivo compreso fra 20.001 e 75.000 euro. Sarò ben felice di sbagliarmi, ma prima attendo di avere delle risposte precise alle incongruenze che ho qui evidenziato, altrimenti tutta questa storia sarà l’ennesima balla propinata ai media per seminare discordie e zizzania fra la popolazione.

Ma del resto, “divide et impera” non è un famoso e antico detto romano? E se dovessi aver (qualche) ragione è sconsolante constatare l’infimo livello di competenza dei nostri supertecnici statali.

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2 COMMENTS

  1. Un anziano commercialista mi spiegava che un tempo per far quadrare i conti pubblici si metteva la voce “lotta al contrabbando”, immaginando mirabolanti entrate da questa voce, allo scopo per l’appunto di far quadrare i conti quando le uscite sono ben superiori alle entrate.
    Dopo si è passati alla fantomatica voce “lotta all’evasione”, in cui si immaginano colossali entrate che servono a coprire tutti gli sprechi pubblici presenti e passati (il debito pubblico). Chi è nel settore sa benissimo che l’Agenzia delle Entrate e la Guardia di Finanza fanno accertamenti, dall’accertamento non escono mai a mani vuote, di solito ci sono multe spropositate che servono per fare dire alla carta igienica stampata “accertati tot miliardi di evasione”, poi se uno andasse a vedere come è andata a finire, il 50% delle cause tributarie finiscono con l’Agenzie delle Entrate che perde, gli altri subiscono un drastico ridimensionamento delle cifre (proprio per non andare in commissione tributaria) altri finiscono inesigibili (per varie ragioni) a Equitalia.
    Mi ricordo di aver letto che buona parte dell’evasione Irpef è data da lavoratori dipendenti, tipico l’insegnante che fa ripetizioni in nero o il dipendente pubblico che arrotonda facendo il giardiniere, l’imbianchino, l’antennista sempre in nero e magari in orario di lavoro. Mi fermo qui perché potrei scriverci un libro ma ne sono già stati scritti parecchi sull’argomento.

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