di SALVATORE ANTONACI La questione dell’assetto istituzionale tedesco, rimasta per decenni latente, rischia di fare il proprio deflagrante ingresso nel dibattito politico della BundesRepublik con ripercussioni forse imprevedibili. Mentre la coalizione popolar-liberale della Cancelliera Merkel, in crescente difficoltà, si appresta a cercare una riconferma piuttosto problematica nelle ormai prossime elezioni legislative, fissate per l’autunno del prossimo anno, irrompono, infatti, sulla scena le insoddisfazioni dei Laender più ricchi nei confronti del meccanismo di perequazione finanziario che redistribuisce, per via statale, parte non trascurabile delle risorse fiscali raccolte a livello locale. Nella fattispecie ammonta alla bellezza di 7 miliardi di Euro annui il salasso che grava su Baviera, Baden-Wurttemberg, Assia e la Città-Stato di Amburgo, necessario per far quadrare i conti delle altre 12 entità statali tedesche. Mentre ad ovest la percentuale dell’aiuto non supera livelli tutto sommato accettabili, non altrettanto si può affermare per i territori dell’ex-DDR e per la capitale Berlino che usufruiscono di una “mancia” vicina ai 6 miliardi con la città-simbolo della vecchia…















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