La morte di Nelson Mandela è stata accolta da un profluvio universale di deferenti omaggi e più o meno sincere professioni di ammirazione incondizionata che poco aggiungono alla singolare caratura del personaggio.
Forse nessun’altra icona del Ventesimo secolo ha raccolto attorno a sé un simile unanimismo capace di cancellarne i molti punti oscuri della vicenda personale, ovvero, più prosaicamente, le stimmate della persecuzione subita hanno eliminato qualsiasi confronto sulla liceità o l’erroneità delle scelte compiute in nome del rovesciamento di un sistema iniquo e discriminatorio. In questo modo l’epica della grande lotta rivoluzionaria, una volta concluso il proprio percorso con il raggiungimento trionfale del traguardo, ha impedito che si rimettessero in discussione gli esiti poco lusinghieri dell’amministrazione quotidiana del post-apartheid.
Una rimozione che, a ben riflettere, presenta delle analogie con lo svolgimento di altri processi di liberazione siano
bella riflessione!