GIANNINI, MINGARDI E LA STAMPA DEMOCRATICA AL 100%

di LEONARDO FACCO Un tempo, quando il giornalismo italiano era ancora degno di considerazione, se dicevi Giannini pensavi a Guglielmo, ovvero ad un eccelso intellettuale degno di tale nomea. Guglielmo era un brillante giornalista e commediografo napoletano, le cui idee politiche si potrebbero riassumere nel motto “Non ci rompete le scatole”! Non a caso, insofferente della dittatura fascista, dei partiti tradizionali e dell’intromissione della politica nella vita dei privati cittadini fondò un movimento d’opinione chiamato Fronte dell’Uomo Qualunque, non prima di, nel 1944, aver pubblicato la rivista “L’Uomo qualunque”. Oggigiorno, in tempi di “stampa igienica”, se scrivi Giannini e pensi ad un giornalista, la politicamente corretta Google ti propone Massimo Giannini, ovvero l’epitome del pensiero inutile, il vuoto pneumatico dell’approfondimento economico, l’emblema dello scrivano mainstream. Tutto ciò naturalmente di estrazione democratica, ovvero comunista! Leggo su Dagospia che «lo scorso 27 aprile il paginone della sezione “Tempi Moderni” de la Stampa (il fogliaccio di regime di cui il Giannini neomarxista è da poco diventato direttore, titolava…

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