di RYAN MC MAKEN C’è una narrativa ingenua comunemente diffusa fra molti conservatori – e altri fautori di un grande apparato militare – che la politica estera sia decisa tramite un processo razionale in cui le minacce provenienti dall’estero vengono valutate, e poi si chiede al Congresso di finanziare i progetti atti a “tenere l’America al sicuro”. Questo approccio da creduloni alla politica estera ignora l’immensa quantità di potere politico interno detenuto dai militari e dai loro alleati nel settore privato. I sostenitori di questo approccio credono che l’attuale richiesta, da parte dei militari, di aumentare ulteriormente la spesa e l’impegno militare in Afghanistan si basi sulle rivelazioni di una “autentica minaccia” in Afghanistan, e sia dettata solo da un disinteressato desiderio di “uccidere i terroristi”. Nel frattempo, la politica americana mirata ad un’occupazione perpetua dell’Afghanistan ha poco a che fare con la reale difesa della madre patria nordamericana, e molto più con la politica interna. Daniel McAdams ha recentemente esaminato la bizzarra scelta dell’America…















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