HONG KONG, NEL SILENZIO GENERALE LA CINA ARRESTA CHI MANIFESTA

di REDAZIONE

“Questa manifestazione infrange la legge, disperdetevi o potremmo usare la forza” si leggeva sullo striscione tenuto in alto da un poliziotto durante l’intervento delle forze dell’ordine nel centro di Hong Kong. Correva il 1 Ottobre scorso, festa della Cina rossa. La polizia di Hong Kong, per l’occasione, ha arrestato 62 persone con l’accusa di manifestazione non autorizzata durante le celebrazioni per la festa nazionale cinese.

Stando alla pubblicazione HK01, 46 uomini e 16 donne che manifestavano intonando slogan sono stati ammanettati e portati via dalla polizia dopo essere stati fermati ed essersi rifiutati di allontanarsi. La stessa fonte ha parlato del lancio di una bomba incendiaria contro gli agenti. Precedentemente, la polizia aveva avvertito che la violazione del Decreto sull’Ordine Pubblico comporta una condanna ad un massimo di cinque anni di reclusione, mentre per i disordini di piazza è prevista la pena di dieci anni.

I manifestanti, che si oppongono al crescente controllo di Pechino, si erano radunati nel quartiere dello shopping di Causeway Bay, in un momento in cui le restrizioni in vigore per il coronavirus vietano le manifestazioni su larga scala a causa delle misure di allontanamento sociale. Nel pomeriggio le forze dell’ordine avevano isolato alcune zone del distretto ed esortato i manifestanti a disperdersi. Alcuni attivisti pro democrazia si erano radunati nelle prime ore del mattino davanti all’ufficio di collegamento cinese nell’ex colonia britannica esponendo le fotografie dei dissidenti detenuti. Le proteste contro il governo cinese e quello di Hong Kong sono aumentate nell’ultimo anno e Pechino ha cercato di reprimere il sentimento anti-governativo nella città con una legge sulla sicurezza nazionale, entrata in vigore il 30 giugno.

La legge proibisce l’attività sovversiva, secessionista e terroristica nella ex colonia britannica, così come la collusione con potenze straniere per interferire negli affari interni della città. Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna accusano la Cina di violare le libertà della città e gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni ai funzionari governativi di Hong Kong e in Cina per la norma.

“La stabilità è stata ripristinata nella società mentre la sicurezza nazionale è stata salvaguardata”. Così la governatrice di Hong Kong, Carrie Lam, in merito alla nuova legge di sicurezza nazionale cinese entrata in vigore lo scorso 30 giugno. Lam ha poi accusato alcuni governi stranieri di tenere “doppi standard” e di muovere accuse ingiustificate contro le autorità che attuano la nuova legge.

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