di REDAZIONE
Jack Ma è "sotto supervisione" e gli è stato ordinato di non lasciare la Cina. Sono queste le uniche informazioni che filtrano dalla stampa cinese a tre mesi dalla sua ultima apparizione pubblica, quando durante un convegno si scagliò duramente contro le politiche del Dragone in materia economica, per lui antiquate. Una requisitoria che ebbe come immediata conseguenza la cancellazione del collocamento in borsa di Ant Group, il braccio finanziario di Alibaba, l'impero tecnologico che Ma aveva fondato nel 1999. Divenuta presto un gigante delle vendite online, Alibaba si era successivamente allargata ad altri settori, dal cloud computing alla logistica, generando un fatturato superiore agli 86 miliardi di dollari all'anno.
Quando per il governo cinese era un esempio
"Sotto supervisione". Questa scarna formula utilizzata dal Quotidiano del Popolo, organo del Partito Comunista Cinese, potrebbe indicare che il popolare imprenditore, simbolo della nuova Cina apert
no è un sequestro a fin di bene, stanno studiando in totale riserbo come inquadrare le operazioni. Jack sta esponendo le sue ragioni e spiegando come vanno le cose la fuori.
Non penso che Jack si metterà per traverso. Sarà come un esercizio spirituale, usciranno tutti con le idee più chiare, perché io penso che le gerarchie del partito non abbiano più la minima idea di come comportarsi davanti alle sfide degli equilibri interni ed esteri in tema di economia e società. Non serve aver mandato le migliori energie a studiare all’estero, hanno bisogno dell’esperienza di chi le mani le ha ben allenate negli affari e nelle relazioni rilevanti. Un tale concistoro prelude a decisioni importanti, che del caso, riguarderanno tutti non solo il cinesino multimiliardario.
a fin di bene 😉
E’ ritornato tra noi il cinesino Jack mani d’oro e, come previsto, con un riorientamento allo sviluppo interno verso le comunità rurali. (lo fanno giocare in casa perché all’estero diventa imbarazzante per il PCC? Mah….)
Se ci mette metà di quel che sa fare e i politici non capiscono dove andrà a parare è molto probabile uno sviluppo della economia agricola come mai vista sul pianeta, con abbondanza di prodotti a basso prezzo e qualità accettabile che potranno invadere il resto del mondo, visto che i cinesi non mangiano più degli altri.
Chi sarebbe? Di Battista?
Hahaha :-))
E’ una questione di scala, per gli agricoltori europei potrebbe non bastare più una PACca sulla spalla. 😉
Ottima notizia, iniziano le crepe che il capitalismo sta provocando all’impero cinese.
Sperando che non siano le crepe all’interno dell’ancora giovane capitalismo cinese, provocate dai residuati bellici del comunismo pur sempre al potere che non vogliono morire.