di ROMANO BRACALINI
Non ci si crederebbe se non fosse accaduto in Italia. Bossi condannato per vilipendio del presidente Napolitano, per averlo chiamato “terun” nel corso di un comizio. "Terun" come polentone appartengono al costume di contrapposizione campanilistica del Sud e del Nord e non costituiscono più in insulto.
Forse non è stato Napolitano a denunciare Bossi, fatto sta che il tribunale di Bergamo, in base alle denunce giunte a centinaia, ha proceduto nella giusta punizione del reo colpevole di questo efferato delitto non contemplato nelle legislazioni civili. La delazione, in un paese di stampo autoritario, è sempre stata un portato di menti ristrette e mediocri, che solitamente agiscono nell’oscurità vile dell’anonimato.
Come sotto il regime monarco-fascista, il presidente, come il re, è intoccabile, egli gode di un trattamento di riguardo e di un privilegio, al quale nessuno dei “re” della repubblica prima di lui ha rinunciato: essere giudicat
I meridionali sono tutto, ma non scemi. Sanno che la consistenza dell’Italia è sempre più legata ad un filo sottile e, quindi, bisogna evitare ogni alito di vento.
Secessione back with Austria Hungary.
Veramente sono reati perfettamente compatibili con una democrazia totalitaria come la nostra…