IN BOCCA AL LEONE, IN VENETO PER VOTARE

di PAOLO BERNARDINI Nonostante provato nel fisico e nello spirito dalla barbarie e dall’ignoranza, mi sono spostato in Veneto, ove sono tuttora residente, per votare. Voterò il Partito dei Veneti perché ritengo che il loro programma sia quello che più si avvicini all’opzione-indipendenza. Guardando le liste elettorali, vedo che la parola “autonomia” campeggia quasi ovunque, non quella “indipendenza”, però, che non mi è parso di vedere da nessuna parte. Ma forse sto diventando vecchio e cieco. Vorrei fare alcune considerazioni generali. La prima. Chi creda nell’indipendenza del Veneto, è meglio che esprima tale convinzione anche su una scheda elettorale “italiana”. Deve esprimerlo in ogni modo. La seconda: dopo quel che è accaduto con la gestione della malattia, le catastrofi a venire potranno essere gestite meglio da piccoli stati, un Veneto indipendente le gestirebbe ottimamente. Un “sogno proibito”? Ho visto questa locuzione su un libro pubblicato da La Toletta, la mitica libreria presso Ca’ Foscari. Proibendo i sogni si proibisce di gioire della più semplice realtà,…

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