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In un inferno fiscale non si può sperare nella benevolenza dello stato

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di MATTEO CORSINI "La sostanziale cancellazione del segreto bancario e il conseguente annientamento dei paradisi fiscali, lo strapotere dell'anagrafe tributaria, le nuove regole sull'autoriciclaggio, la possibilità di concordare con l'amministrazione fiscale percorsi sicuri per operazioni fiscali e societarie anche più complesse con varie forme di interpello e di ruling, l'allargamento della legge 231 sulla responsabilità d'impresa in materia fiscale, infine una più precisa definizione dell'abuso di diritto, hanno completamente mutato lo scenario nel quale si trovano ad operare le imprese e i loro consulenti fiscali". Marino Longoni elenca una serie di elementi che hanno modificato notevolmente la capacità di intrusione del fisco nei conti delle imprese (e anche degli individui, a dire il vero). Fisco che si serve di intermediari finanziari e professionisti come gabellieri (non pagati) e fornitori di dati (non pagati) sempre più dettagliati sui loro clienti. In buona sosta
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1 COMMENT

  1. In un mondo normale dovrebbe essere lo stato a far affidamento sulla benevolenza della cittadinanza.
    E ad impegnarsi per la tutela della libertà individuale.
    Invece è il contrario, e l’impegno profuso dallo stato è per la riduzione progressiva delle libertà individuali degli, ormai, sudditi.
    Sudditi impauriti e servi della gleba ad oltranza.

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