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In veneto pensano di riproporre il referendum per l’indipendenza

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di REDAZIONE

“Dopo 650 giorni di prese in giro da parte del Governo sulla questione autonomia, usiamo le armi che abbiamo a disposizione per farci rispettare. Ho chiesto ai colleghi capigruppo in Consiglio Regionale di sostenere la mia richiesta al Presidente della prima commissione di calendarizzare la Pdl per l’indizione del referendum per l’indipendenza del Veneto come arma di pressione per costringere il Governo a prendere sul serio la richiesta di autonomia che viene dal nostro territorio”, Antonio Guadagnini capogruppo consiliare regionale di SiamoVeneto interviene così nel dibattito sul processo autonomista.

“Sono convinto che se facciamo partire l’iter per l’approvazione di questa legge – continua Guadagnini – il Governo sarà messo nelle condizioni di non poter più tergiversare. Ritengo questa iniziativa sia un atto politico di grande impatto; e penso sia il modo migliore per far capire il nostro estremo disagio di fronte al comportamento inaccettabile che il Governo ha assunto su tale vicenda”. (ADNKronos)

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4 COMMENTS

  1. Sublime ! E’da 25 anni che proviamo a far diventare i Veneti cittadini, da sudditi. Niente da fare, i veneti godono a prenderla in c… e pagano anche la vasellina, frammista ad abrasivo. De gustibus….

    G.Vigni
    cons. LIFE TV

  2. Solite balle, cosa sarebbe questa “arma di pressione” ? Mi sembra di sentire parlare la Lega di 30 anni fa. Ma poi Guadagnini ha mantenuto il patto sottoscritto ? NO. E allora quanto valgono queste parole ? Appare evidente che l’arma di distrazione di massa sia atta NON tanto alla volontà dei Veneti, ma alla promessa di careghe ben più remunerate e proprio all’interno dello stesso Sistema cui si prodiga di voler andar contro. Solite promesse a mò di becchime per polli. Concretezza ? Solito Zero.

  3. Ottima cosa ma il principio non va bene: il referendum non è un’arma di ricatto, è uno strumento di liberazione. Passa il sì, ci si mette in moto per attuare la volontà del popolo.

  4. Patetici, ormai.
    Hanno a disposizione l’unico mezzo per ottener qualcosa, una protesta fiscale ben preparata e diffusa.
    Ma continuano a perder tempo.

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