di ALESSANDRO MORANDINI
Da qualche tempo, soprattutto dopo i due referendum per l’autonomia della Lombardia e del Veneto, sembra riacquistare vivacità l’indipendentismo. Non l’indipendentismo veneto, che ormai da anni rappresenta uno dei più avanzati movimenti europei di questo tipo, ma l’indipendentismo e, più in generale, l’aspirazione all’autogoverno in diversi territori italiani ed europei.
Immancabilmente, con l’accresciuto interesse si moltiplicano manifesti, dibattiti, soluzioni. Qualsiasi sguardo sociologico sufficientemente attento avverte che le parole che costituiscono la trama delle discussioni sono sempre le stesse e presto, passati i primi entusiasmi, possono condurre le varie espressioni di libertà ad ingarbugliarsi proprio intorno alle parole che dovrebbero costituire il linguaggio comune di tutti gli aneliti indipendentisti.
Questo rischio il Veneto lo conosce molto bene, perché è una delle cause che, fino ad oggi, ha rallentato la sua cors