di VITTORE VANTINI*
Caro Gilberto Oneto, non ripeterò che ti leggo sempre con divertito interesse. E' scontato. Ma nel tuo articolo, quello in cui parli dell'Inno di Mameli, non hai tenuto conto di alcuni gravissimi fattori, tra i quali svetta il calcio, gioia e tormento del misto-mare italiota. Ignorantissimo di tutto, ma concorrente di Pico della Mirandola about pallone. In attesa di una "Repubblica del Nord", cosa dovremmo far cantare ai pedatori, che, se non toccano le vette di malcostume, di corruzione e di abissale disonestà dei politici, seguono a ruota (Pardon! Questo è ciclismo!), mi correggo: li marcano strettamente? Poverini ci hanno messo anni ad impararlo e (basta guardarli) lo cantano senza capire una mazza delle parole, che, peraltro, sono alquanto astruse e orrende (Mi perdoni Mameli. Uno dei tanti ingannati e caduti generosamente).
E, allora, proviamo a proporre alcune alternative:
- Azzurro (Celentano), che evoca il bel cielo dello Stivale e il colore dell
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