Io, sindaco di Cortina, devo continuare a restare in esilio

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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO di ANDREA FRANCESCHI* Per quanto non mi fossi fatto eccessive illusioni, ho appreso con dispiacere – anche questa volta dai giornalisti, perchè a noi a distanza di un giorno non è ancora stato comunicato nulla di ufficiale dalle Autorità competenti – la decisione del Tribunale di Venezia di lasciarmi in esilio. Questo perché il ricorso, presentato dai miei legali, spiegava in maniera chiara ed esauriente che le motivazioni che erano alla base della misura restrittiva – riguardanti il pericolo che venisse reiterato il presunto reato di cui sono accusato – erano oggettivamente sparite nel momento in cui il consiglio comunale all’unanimità aveva deliberato che tutti i bandi pubblici venissero redatti dagli uffici provinciali per conto del Comune. Le poche perplessità avanzate dal Tribunale di Belluno ad agosto erano state chiarite anche da un avvocato di diritto amministrativo, il quale aveva spiegato quale fosse il ruolo del Sindaco e quali fossero tutti i riferimenti normativi delle direttive europee, del codice degli appalti e…

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