ITALIA E INDIPENDENTISMO, UN PAIO DI CONSIDERAZIONI DI FINE ANNO

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di PAOLO L. BERNARDINI Come si dice, proverbialmente, la speranza è l’ultima a morire. Tristemente, allora, dobbiamo pensare che la fede e la carità, le altre due virtù teologali, alla dipartita della speranza loro sorella giovinetta, già stazionino negli Elisi. Eppure, a pensarci bene, non possono che spegnersi tutte e tre nello stesso istante. L’anno che è passato può esser guardato da molteplici prospettive. Due considerazioni sono da proporre, inevitabilmente. La prima considerazione riguarda l’indipendentismo. Agli occhi di molti, anche di molti lettori di questo giornale, quel che sta accadendo in Kurdistan e in Catalogna sembra sia entusiasmante, sia insopportabilmente straziante, o quantomeno enormemente laborioso. Due popoli senza stato si sono dichiarati, in maggioranza, a favore della scissione da Iraq e Spagna rispettivamente. Perché dunque ancora le due repubbliche non ci sono a tutti gli effetti? Il fatto che non siano ancora indipendenti mostra bene una cosa: il gioco attuale delle potenze del mondo fa strame del principio di autodeterminazione dei popoli, che pure è stato così tanto…

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