L’ultima fiamma di Loria: un’altra storia veneta

di PAOLO LUCA BERNARDINI Nell’emozione di questo autunno di fermenti donde germinerà una primavera di libertà, dalle sponde del Lario, osservo felice il succedersi di vittorie, il numero crescente di comuni veneti che abbracciano la scelta referendaria. Scrivo del centesimo e già siamo al 104, alla data del 5 ottobre. Mentre, in macchina sulla A4 — la spina dorsale luminosa dell’Italia produttiva che mantiene milioni di parassiti, tante formiche mobili mentre le cicale in numero assai più alto gongolano dal loro ozio senza vergogna –transitavo da Milano a Padova, riflettevo anche sul Comune numero 100. Loria, Loria… Ma perché questo nome mi richiamava qualcosa del passato ed anzi del mio secolo preferito, il Settecento? Ho dovuto attendere il mio ritorno a casa perché le ombre della mia memoria fossero acquietate dal rapido scorrere elettronico, quel che sazia quasi sempre la mia curiosità divorante, un vero e proprio verme solitario. E allora tutto si fa chiaro. Ne parlò Scipione Maffei, figura centrale della cultura veneta settecentesca….

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