di GIANLUCA MARCHI Brutta storia questa del voto annullato in Piemonte. Brutta soprattutto per un fatto: la giustizia amministrativa è arrivata a decretare la nullità del voto a quasi quattro anni di distanza dalla chiamata alle urne dei cittadini piemontesi. Cioè a poco più di un anno dalla fine della legislatura. Se le elezioni che hanno issato Roberto Cota al soglio di governatore erano inficiate dalla presenza di una lista fuorilegge (i Pensionati per Cota), il percorso della nuova (allora, 2010) amministrazione regionale piemontese andava bloccato subito, non quando ormai è prossimo alla sua scadenza naturale. Se invece dietro questa battaglia giuridica si è giocata solo una guerra politica, allora peggio ancora, vuol dire che in questo sgangherato e disgraziato Paese non esiste più nulla di normale, men che meno le regole. La decisione del Tar del Piemonte, che per altro deve essere confermata o rivista dal Consiglio di Stato, fa imbufalire il popolo leghista, portato a pensare vi sia un complotto continuo, di sinistra…















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