Maroni, cota e zaia, il trio dell’ammuina in salsa padana

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di GILBERTO ONETO Con l’anno nuovo è ripresa la litania belleriana del: “non abbiamo abbastanza voti”, “dobbiamo fare i conti con gli alleati”, “con le istituzioni”,  “con la legislazione” bla bla bla.  Tutti assieme appassionatamente gli eletti hanno ricominciato a salmodiare il mantra con cui da più di venti anni giustificano la mancanza di risultati, la paralisi operativa, il disgustoso moderatismo e lo smisurato repertorio di buchi nell’acqua che ha accumulato la Lega. “Cosa possiamo fare con il 4,09”%?” piagnucolano  contriti. Hanno avuto anche più del 10% e hanno fatto un tubo. Hanno avuto fino a un sesto dei parlamentari e hanno pestato acqua nel mortaio. Hanno superato un terzo dei voti in alcune delle regioni più importanti e hanno rincorso le nuvole. Nel Parlamento spagnolo  – serve ogni tanto che qualcuno glielo ricordi – tutti i partiti catalanisti assieme non hanno mai superato il 5,5%. Hanno detto di voler conquistare le prin
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