LA DURA VITA DEI KURDI NELLE PRIGIONI TURCHE

di GIANNI SARTORI Attualmente il numero complessivo delle carceri presenti in Bakur (il Kurdistan sottoposto all’amministrazione turca) e Turchia è di 384. In dettaglio: 291 prigioni chiuse, 70 prigioni libere indipendenti, 3 strutture penali giovanili, 8 prigioni chiuse per donne, 5 prigioni aperte per donne e 7 prigioni chiuse per minori. Ma per Erdogan – evidentemente – sono ancora poche e altre 53 sono già in costruzione. Organizzazioni che si occupano della difesa dei diritti umani non esitano a definire le prigioni turche “centri di tortura”. Soprattutto per i prigionieri politici. Perquisizioni, dure azioni disciplinari, maltrattamenti e torture (oltre  all’isolamento) rientrano nell’ordinaria, quotidiana prassi ispirata dalla politica carceraria adottata dal governo. Preoccupa poi la natura delle nuove carceri in costruzioni (53, ricordo). A quanto risulta verrano costruite in maniera conforme alla politica di isolamento inaugurata con la cattura di Abdullah Ocalan, segregato nella prigione dell’isola di Imrali. Quindi, prigioni di “alta sicurezza” di tipo E, di tipo L e di tipo F. All’interno delle stesse…

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