LA FEROCE GUERRA DELLO STATO ITALIANO ALL’ECONOMIA PRIVATA

di GUGLIELMO PIOMBINI Nella classifica mondiale della pressione fiscale complessiva sulle imprese curata dalla Banca Mondiale l’Italia figura al primo posto tra i paesi industrializzati, con un totaltax rate del 64,8%. Al secondo e al terzo posto si trovano la Francia (62,7%) e il Belgio (52,4%). La Germania è al 48,8%, gli Stati Uniti al 43,9%, il Regno Unito al 32%, la Svizzera al 28,8%. Il dato incredibile dell’Italia, probabilmente sottostimato dato che vi sono aziende che finiscono per versare all’erario l’85% dei propri utili, dimostra quanto sia fuorviante il ritornello sulla “crisi” ripetuto dai politici e dai giornalisti. I problemi dell’economia italiana non nascono da una crisi congiunturale, ma sono l’ovvia conseguenza dell’aggressione fiscale al settore produttivo privato. Le risorse che il settore pubblico requisisce al settore privato sono quasi raddoppiate dagli anni Novanta a oggi, passando da 400 miliardi a oltre 700 miliardi. Tuttavia, lungi dal placarsi, l’isteria contro “l’evasione fiscale” è andata crescendo con l’aumentare delle entrate. Come un tossicodipendente in crisi…

Contenuto disponibile solo agli utenti registrati
Log In Registrati
CONDIVISIONI
Rubriche ControPotere