LA GRAVITÀ DELLA PANDEMIA VA ANCHE MISURATA IN SOLDONI

di DANIEL LACALLE A febbraio, il consenso generale tra le grandi banche d’investimento e le entità sovranazionali ruotava intorno alla previsione di un colpo una tantum sul PIL nel primo trimestre a causa dell’impatto del coronavirus, seguito da una ripresa più forte, a forma di V. Il FMI si aspettava una modesta correzione del PIL globale dello 0,1%, e il taglio più consistente sulle stime di crescita per il 2020 è stato dello 0,4%. Quei giorni sono finiti. L’ultima tornata di revisioni della crescita globale comprende una riduzione delle stime di crescita per il primo e il secondo trimestre e una ripresa molto modesta nel terzo e nel quarto. Le stime medie del PIL sono ora in calo dello 0,7%, e JP Morgan prevede che l’eurozona entri in una profonda recessione nei prossimi due trimestri (-1,8% e -3,3% nel primo e secondo trimestre) seguita da una ripresa molto scarsa che lascerebbe ancora in contrazione la stima per l’intero anno 2020. Anche la banca d’investimento ipotizza…

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