LA RIBELLIONE AI TEMPI DEL CORONAVIRUS

di ALESSANDRO FUSILLO Il cielo ero scuro di nubi, ma non pioveva da più di sei mesi. Itzcoatl si era svegliato presto; non riusciva a prendere sonno. Dalla collina dove era costruita la sua villa, una delle più belle della città, godeva di una vista spettacolare sul complesso monumentale di Teotihuacán. La lunga e lugubre via dei morti congiungeva il tempio del sole con quello della luna. Le lunghe gradinate dei templi ricordavano a tutti l’ira degli dei, divinità lontane e malvage che occorreva tranquillizzare con riti cruenti somministrati dai sacerdoti, unici tramiti tra il mondo divino e umano. Dietro alle immense piramidi il santuario del serpente piumato con le sue figure dipinte di colori sgargianti; più che serpenti, draghi dissennati che digrignavano i denti e intimorivano i fedeli con gli occhi fuori dalle orbite. Gli aveva fatto sempre paura quel tempio, sin da bambino, e continuava a provare una sensazione agghiacciante ogni volta che lo vedeva. Distolse lo sguardo e lo poggiò con infinto…

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