CINA E CORONAVIRUS, UN MIX TRA GEOPOLITICA E PROPAGANDA

di THERESA FALLON L’Italia è stata un boccone geopolitico allettante nel corso dei secoli per la sua posizione strategica al centro del Mediterraneo, per la sua ricchezza e per l’abilità riconosciuta della sua gente. Ora è il turno dell’attuale potenza emergente, la Cina, di cercare di estendervi la sua influenza. L’anno scorso l’Italia ha firmato un Memorandum d’intesa con la Cina sulla partecipazione all’iniziativa cinese Belt and Road. L’Italia è stato il primo e finora l’unico Paese del G-7 a farlo. Visti i molti anni di stagnazione economica, l’Italia sperava di portare un necessario stimolo alla crescita grazie agli affari con la Cina. La mossa fu derisa dagli alleati occidentali dell’Italia e fu anche sottoposta a controversie e dibattiti all’interno del Paese, con una parte della coalizione di governo dell’epoca (la Lega di Matteo Salvini) che si oppose. In fin dei conti, però, la firma del MoU non ha portato all’Italia più contratti dalla Cina rispetto ad altri Paesi che non l’avevano sottoscritto, per esempio…

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