giovedì, Aprile 16, 2026
13.9 C
Milano

Fondatori: Gilberto Oneto, Leonardo Facco, Gianluca Marchi

L’imbarazzante complesso d’inferiorità dei padani, anche nell’uso della lingua

Da leggere

di GIANFRANCESCO RUGGERI I padani sono evidentemente una razza inferiore ed hanno quindi in un’epoca buonista come l’attuale lo sfortunatissimo ruolo di rappresentare l’eccezione che conferma la regola: tutti sono uguali e fratelli, tutto è degno e rispettabile, eccezion fatta per quei quattro baluba autoctoni che ancora ballonzolano nella valle del Po e dintorni. Della rapina epocale che stiamo subendo si è già detto più volte, così oggi lasciatemi mettere da parte per un attimo i soldi e concedetemi di far quattro chiacchiere sull’identità ed in particolare su lingua e “dialetti”, la prima nobile per definizione, gli altri da buttare per costrizione italica. Questo luogo comune condiziona ancor oggi molti di noi, anche ferventi indipendentisti sono titubanti ad utilizzare la loro maderlengua specie in pubblico, specie fuori dai confini della loro piccola patria, in fin dei conti rimane sempre il dubbio che l’i-tagliano sia superiore, inarrivabile, imbattibil
Iscriviti o accedi per continuare a leggere il resto dell'articolo.

Correlati

8 COMMENTS

  1. Il problema linguistico è evidente ma lo è anche in queste pagine che sono esclusivamente in italiano. Faccio un esempio: il gruppo indipendentista “Piemonte Patria” pubblica il suo sito sia in lingua nazionale, il piemontese, che in lingua estera, l’italiano.
    Il Piemontese è una lingua riconosciuta come tale dall’Unesco, più antica dell’italiano. Altra lingua padana con queste caratteristiche è il Veneto. Personalmente, per motivi vari, capisco il genovese ed il lombardo occidentale.
    Si potrebbe iniziare con lo scrivere gli articoli ed i vari commenti nella propria lingua (Veneto, Piemontese, Milanese, ecc) e mettere (sempre dopo) la traduzione in italiano.
    Anziché lamentarci iniziamo noi a dare il buon esempio.
    Per il resto sapete che ho sempre proposto l’adozione della Costituzione svizzera per i primi tempi quando avremo l’indipendenza. La Costituzione svizzera ha 4 lingue ufficiali, tra cui l’odiato italiano. Ebbene al francese ed al tedesco nel nuovo Stato si dovranno affiancare le nostre lingue ma non l’italiano, che dovrà essere proibito, sanzionato ed infine dimenticato.
    Ora facciamo un ulteriore passo avanti: la nostra lingua comune deve diventare il francese, visto che le nostre lingue appartengono al sotto gruppo delle lingue gallo padane (gallo perché simili al francese). Uno sforzo per tutti, imparare scrivere le nostre lingue ed imparare il francese.

    • Io direi che sarebbe meglio fare uno sforzo per secedere.. altro che perder tempo con sta storia della lingua.

      Sia chiaro, non ho niente contro i dialetti, pardon le lingue, padani, anzi… Ma non facciamone il fine ultimo della nostra “battaglia”. Meglio indipendenti parlando tajano che tajani parlando dialetti, o no?

      • Purtroppo quello della lingua è il problema principale. Gli ebrei ci misero 40 anni per uscire dalla schiavitù in Egitto e raggiungere la terra promessa, noi dopo più di vent’anni siamo ancora qui a discutere se affrancarci dalla schiavitù (italica) oppure no. Io vedo tante discussioni da bar, siamo tutti d’accordo (a parole) sull’indipendenza ma di concreto non ho ancora visto nulla, nessun piano, nessun progetto, nessuna data……..
        Quindi si torna al discorso della lingua e spiego perché è fondamentale. Prendiamo il caso dell’Irlanda. E’ diventata indipendente eppure all’estero è ancora percepita come “inglese”. Vanno nei pub, guidano a sinistra, parlano inglese (addirittura c’è chi va ad imparare l’inglese in Irlanda), bevono il te, tifano Manchester. Dove è la differenza? Che in alcune aree (poche) parlano gaelico, hanno i cartelli bilingue in gaelico ed usano l’Euro? Ma in Scozia anche hanno alcune aree in cui si parla gaelico, hanno i cartelli bilingue ed usano la sterlina scozzese. Ed in Val d’Aosta è lo stesso.
        Noi abbiamo il dovere di far si che in futuro nessuno possa confondere un Padano con un italiano, non essere scambiati per mafiosi, pressapochisti, lavativi, rumorosi, ecc
        Qualcuno scriveva che la differenza tra noi e la Catalogna era l’identità linguistica in quanto non esiste una lingua padana. Benissimo, ma non esiste neppure una lingua svizzera ed il nostro modello deve essere la Svizzera e non la Catalogna.
        Ecco perché è fondamentale il problema linguistico: occorre abbandonare l’italiano, è una lingua estera ed è la lingua degli occupanti, più la si mantiene e più si verrà scambiati per italiani.
        Occorre invece usare le nostre lingue (che poi tanto diverse tra loro non sono, basta un po’ d’esperienza, di memoria e di intelligenza) appartenenti al gruppo delle lingue neolatine gallopadane, usare come lingua franca il francese (vista la somiglianza con le nostre lingue) che è già utilizzato in certe aree della padania ed in passato era conosciuta da tutti gli istruiti ed il tedesco (costituzione svizzera). Occorre studiare usare le nostre lingue (quanti piemontesi sbagliano a scrivere la propria lingua perché non la hanno mai studiata l’effetto è di un inglese che scrivesse Ai Lav iu invece che I love you….), parlarle, scriverle, utilizzarle. L’Obiettivo è quello di avere gente istruita al futuro tavolo di discussione in cui si deciderà quando e come la Padania tornerà indipendente e queste persone non dovranno parlare in italiano, ma in Veneto, Lombardo, Piemontese e francese e l’eventuale trattato dovrà essere fatto in queste lingue, dovranno concedere interviste, fare conferenze in queste lingue e mai e sottolineo mai usare la lingua dell’invasore, l’italiano. Se no tanto vale fare come in Val d’Aosta, dove il francese serve solo per i cartelli stradali….

  2. Sono d’accordo con Ruggeri. Altre lingue molto più vive dell’i-tagliano hanno tratto spunto da tutte le influenze locali. Il nostro idioma è nato da un disegno colonialista concepito da una dinastia bancarottiera che a corte parlava francese. E dai suoi sgherri massoni. Personalmente parlo milanese ogni volta che ne ho l’occasione, e mi godo gli sguardi attoniti dei fratelli d’iTaglia che mi ascoltano.

    • Off topic. Devo dire che c’è un termine da usare, ogni tanto, per cambiare, in sostituzione di i-tagliani. È una parola che ho sentito usare da alcuni amici lombardi d’oltre cortina e che trovo meravigliosa: AZZURRI. Vista la recente messa sotto inchiesta del CT Andonio, questo termine acquisisce un aroma ancor più ricco e fragrante.

  3. Caro Ruggeri, intervento bello e stimolante, che mi fa venire un’idea. In CantonTicino è stato pubblicato lo “Svizzionario”, un simpatico dizionarietto ticinese-italiano nel quale si evidenziano (e incoraggiano) tutti i modi di dire e le parole che differenziano i felici indigeni dai “badini” (cioè noi) e dai “terroni”. Mettiamoci, magari con l’aiuto dei lettori del Miglio Verde, a raccogliere tutto il materiale che serva a “padanizzare” l’italiano, a fare cioè il contrario di quel democristiano del Manzoni. Poi stampiamo il “Padazionario”.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Articoli recenti