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L’italia è fondata sull’odio del sindacalista

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di MATTEO CORSINI Nella loro ritrovata unità, Cgil, Cisl e Uil non perdono occasione per sollecitare i governi di turno a usare il randello fiscale per fare redistribuzione. Arrivando a usare argomentazioni che fanno cadere le braccia (per non dire altro). Per esempio, secondo Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl: “Bisognerebbe fare una norma chiara e farla attuare: nessun datore di lavoro può dichiarare meno di un proprio collaboratore. Sarebbe una svolta significativa”. Il giornalista di Repubblica che la intervistava non ha sentito l’esigenza di fare alcuna osservazione, probabilmente perché condivide l’affermazione di Furlan. Senza entrare nel merito della (il)legittimità della tassazione, ci sono a mio parere considerazioni di buon senso che dovrebbero indurre a ritenere l’affermazione di Annamaria Furlan come materiale da bidone della spazzatura ideologica. Che ci siano datori di lavoro che dichiarano meno di loro dipendenti perché evadono
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2 COMMENTS

  1. Quale sarebbe il dipendente di riferimento, quello che guadagna di più o quello che guadagna di meno. Certa gente andrebbe rinchiusa nelle cliniche per malati mentali.

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