di POALO L. BERNARDINI
Rimettendo a posto uno scaffale polverosissimo di vecchi libri miei, letture dell’adolescenza, o addirittura dell’infanzia, mi sono imbattuto in una busta piena di libercoli strani, che non ricordavo neppure d’aver letto. Da “Coca e cocaina” di Daniel Worthon, che sa molto di 68 malvissuto, editori Savelli, collana “Il pane e le rose”, introduzione di Marco Lombardo Radice, a “Marcovaldo” di Italo Calvino, nell’Einaudi scolastica, e finalmente, un momento di luce, “Fossili invertrebrati”, di Giovanni Pinna, Istituto Geografico De Agostini, 1972. Che bambino prodigio, o piuttosto che “enfant terrible”, che leggeva tutte quelle cose. Ma nella busta vi è anche un quarto libro, questo davvero misterioso. Si intitola “Italia malata”, ed è di Luigi Preti. Edizioni Mursia, per la precisione, quarta ristampa, del febbraio 1973. La copertina, marrone lucida, il nome dell’autore e dell’editore in verde, nessuna nota biografica in qu
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