di SALVATORE ANTONACI Il Granducato del Lussemburgo, piccolo paese tra i più prosperi del pianeta, era chiamato ieri a rinnovare il proprio parlamento e scegliere tra la continuità dell’esperienza governativa incarnata dall’esperto timoniere democristiano Jean Claude Juncker, al potere dal 1994, ed una possibile coalizione alternativa. Ebbene, con i numeri maturati nelle urne possiamo benissimo ipotizzare come veritieri ambedue gli scenari. La sconfitta dei cristiano-sociali (CSV) del Premier uscente, la lieve flessione dei partners socialisti e la contemporanea avanzata dei liberali del Partito Democratico lasciano, infatti, più o meno inalterate le posizioni dei vari giocatori sulla scacchiera politica. Una riedizione dell’attuale tandem o una nuova inedita mésalliance tra liberali, socialisti ed ecologisti così come un accordo tra i cristiano-sociali ed i liberali hanno quasi le stesse chances di riuscita. Tanto più che i programmi delle varie formazioni non distano poi sideralmente pur tra le diverse articolazioni sui temi principali dell’agenda quali le risposte da dare all’attuale crisi, l’avanzare del processo di integrazione europea ed i…















3 Comments