di GUGLIELMO PIOMBINI
Il professor Lorenzo Infantino, curando la pubblicazione del pamphlet del 1766 A proposito di Rousseau di David Hume, ha riportato l’attenzione su una disputa tra i due filosofi che all’epoca fece molto discutere in tutta Europa. All’origine di quel contrasto non stavano solo due diverse visioni del mondo, quella liberale e individualista di Hume contro quella egualitaria e collettivista di Rousseau, ma anche due personalità lontanissime tra loro: il pensatore scozzese era di carattere mite, umile e riservato, mentre il pensatore ginevrino era megalomane, paranoico e litigioso.
Hume si era generosamente offerto di ospitare in una propria casa in Inghilterra Rousseau, che nell’Europa continentale era ricercato dalla polizia per i suoi scritti giudicati sovversivi. In più si era anche impegnato presso le autorità per fargli avere una pensione. A seguito però di una burla organizzata da Horace Walpole ai danni di Rousseau (una finta lettera pubblica
Diffondere il loro ambito privato, sostiene giustamente Albert. Il guaio è che la diffusione ha dei costi. Anche se per risparmiare carta venisse pubblicato solo quest’articolo, i lettori saremmo sempre esclusivamente noi. Perché il tratto più evidente che si trova a sinistra è l’intolleranza, chi sta lì si rifiuterà sempre di leggere scritti come questo e pur non leggendolo sosterrà che si tratta di falsità palesi. Chiaramente lo diranno in inglese, “fàkkete niùssete”, loro anglofobi in diritto ma anglomani nel lessico. E soprattutto lo diranno senza citare alcuna fonte, altrimenti verrebbe fuori la verità come sui virus. Ma per il virus sinistro, l’unico antidoto sarebbe possedere un canale televisivo nazionale e ultranazionale. Chi ce l’ha, anche più di uno, ha preferito convivere con il virus stesso e contagiarsi. Anche attraverso una nanoparticella che non si chiama SARS ma Molta Europa Socialista, in sigla MES.
Un perfetto esempio contemporaneo, nel campo della filosofia, è Umberto Galimberti. Assiduo copiatore di tesi altrui che spaccia per sue acute riflessioni, maniaco carrierista in università, durante una conferenza al festival della filosofia, infastidito dal brusio in piazza, interruppe il suo discorso per urlare ai presenti : “Ma cosa avete voi da chiacchierare, perché la gente parla?”
Eccezionale sintesi di come gli individui autoritari trovino nel socialismo la loro collocazione ideale.
Inoltre i socialisti sono sempre forti coi deboli e deboli coi forti.
Sono dei vigliacchi.
Concordo, Albert.