di FABIO FANTARONI
A diversi mesi dalla formazione del fenomeno “Occupy Wall Street” e dei suoi derivati in altri paesi al di fuori degli USA, ci si può domandare se questo possa ritenersi un fenomeno realmente rivoluzionario. La risposta è che sembra in realtà mancare di quei particolari requisiti che storicamente danno ad un movimento l’incisività rivoluzionaria. Infatti l’esperienza storica ci indica quali dovrebbero essere le principali dinamiche di una vera e nascente rivoluzione:
Precisamente è necessaria la presenza di un nuovo ceto sociale emergente in cerca del proprio riconoscimento da parte del resto della società. Inoltre, sotto la guida di un unico leader o di un gruppo di strateghi, questo stesso nuovo ceto sociale deve formulare idee innovative che precorrano i tempi, al limite farsi portatore di una nuova ideologia compiuta in grado di condizionare efficacemente il corso futuro degli eventi.
Purtroppo se guardiamo alle caratteristiche del fenome
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