di ANONIMO PADANO Lamentano un’ignobile censura i militanti leghisti che hanno accompagnato l’esordio in società di Flavio Tosi, domenica al Palabam di Mantova. Hanno ragione: la Leopolda di destra non ha bucato l’agenda televisiva, fatta eccezione per un paio di passaggi sui tg di La7 e della Rai. Sarebbe il caso di chiedersi perché. Se l’organizzazione è stata imponente, a mancare sono stati i contenuti e la credibilità: dell’uomo e del progetto. A Tosi interessa il governo del Paese (interno) o soffiare a Zaia la candidatura per il centrodestra alle regionali del 2015? Andiamo per ordine: dei 5000 presenti a Mantova, la gran parte proveniva da Verona, insieme a un certo numero di sostenitori reclutati dalle sezioni provinciali venete del partito che Tosi vuole superare (quasi tutte commissariate, indovinate da chi). Pochissimi i lombardi, meno ancora gli emiliani. Il motivo è semplice: più ci si allontana dall’Arena, più scema l’appeal di Tosi. Tanto nella Lega, quanto fra gli indecisi. Fatevi un giro nelle sezioni milanesi…















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