Dentro o fuori la Lega, ecco le condizioni per evitare un bel R.I.P.

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di GILBERTO ONETO Sembra che i destini padani siano legati a Mantova: nel 1996 il Parlamento padano sanzionava la svolta secessionista della Lega e l’altro giorno Tosi ha cercato di confezionare una pietra tombale debitamente incisa con un bel R.I.P., che lui ha inteso come “Ricostruiamo il Paese” (il suo). In ogni caso la vicenda porta un po’ di chiarezza. Maroni, cui in tanti avevamo riposto qualche speranza (nonostante il curriculum) sta dimostrando che non prova alcun interesse per l’indipendentismo, che anche la Macroregione era una panzana elettorale (come il famoso 75%) e che il suo obiettivo è governare la Lombardia in un tranquillo tran tran doroteo, tirare a campare un paio di legislature, fino al 2022 quando avrà 67 anni, l’età giusta per andare in pensione. Per questo guarda con simpatia alle trovate tosiane, le condivide e le appoggia. E la Lega? Privata di ogni slancio, energia e credibilità, può essere lasciata a chiunque voglia la rogna di prendersela magari in cambio di un…

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